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CENTRO CHIRURGIA DEL PIEDE
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70+3 CORSO DI AGGIORNAMENTO PROPEDEUTICO ALLA PATOLOGIA DELLA CAVIGLIA E DEL PIEDE
46° SEMINARIO DI SANTA VITTORIA D'ALBA (CN)

 

Ogni anno, i giorni che precedono l’inizio del Corso, tra noi Fondatori si manifesta la paura di non riuscire a rendere con sufficiente chiarezza e attrattività gli argomenti, soprattutto quelli più teorici, propri del nostro patrimonio culturale di Scuola: l’Anatomia Funzionale con aspetti tuttora innovativi frutto dello spirito speculativo del prof. Pisani che lo ha portato a modificare le sue convinzioni sull’argomento nei suoi ultimi anni, l’Integrazione Funzionale dell’arto inferiore, solo per citarne un paio.

Poi il Corso si avvia, la sala mostra tangibile interesse e già dal primo pomeriggio si crea quell’atmosfera particolare che anche noi a suo tempo abbiamo vissuto in veste di discenti: l’assenza di distanza tra chi trasmette le proprie conoscenze e chi ascolta, per cui nessuno ha paura di chiedere, di esprimersi; anche quando si alzano a parlare gli ospiti stranieri come il prof. Antonio Villadot, nella storia dello studio della biomeccanica e della patologia del piede, Micki Dalmau, professore di Anatomia a Barcellona con particolare interesse al piede e alla caviglia, il dr Xavier Del Vecchio e la dr.ssa Hoedemaeker (olandese, ma ormai romana di adozione), entrambi cultori della chirurgia percutanea e mininvasiva. Ma naturalmente tutti i relatori, sono di grande spessore, come traspare dal programma.

Temi specifici di quest’anno: Alluce valgo, Alluce rigido, Metatarsalgie, Piede piatto sia in età evolutiva, che nell’adulto, Piede cavo.

Tutto sommato in tre giorni relativamente poco si parla di tecniche e soluzioni chirurgiche: si vogliono sottolineare soprattutto gli antefatti, le motivazioni e le implicazioni delle scelte terapeutiche, eventualmente chirurgiche rendendo così ragione del valore propedeutico del Corso; in gergo sportivo si definirebbero “i fondamentali”. Sarà poi dei singoli l’approfondimento pratico frequentando centri di riferimento.

Riscontriamo negli ultimi anni che l’uditorio è prevalentemente costituito di giovani colleghi e questo si deve sicuramente all’aver indirizzato le Borse di Studio a Specializzandi e Neo-specialisti, complice la SIOT che ha compreso il nostro progetto, lo condivide e lo sostiene con grande impegno.  E’ probabile che a questo si aggiunga una sorta di passa-parola tra ex corsisti e altri colleghi che così vengono a conoscenza dell’iniziativa e decidono di partecipare; e in effetti ciò è emerso anche nel corso dei colloqui con diversi degli aspiranti alla Borsa di Studio stessa.

A questo proposito ci piace ricordare e sottolineare che la commissione d’esame composta dal prof. Alessandro Masini per la SIOT, dalla dr.ssa Margherita Germano e dal dr. Caravaggio per l’Associazione, quest’ anno si è trovata in particolare difficoltà nella scelta dei vincitori per la preparazione di tutti i candidati evidenziata dal loro curriculum e ancora di più per le motivazioni all’approfondimento della materia che hanno espresso durante il colloquio: si deve al professor Masini l’aver ottenuto dalla SIOT che tutti i candidati risultassero vincitori, proprio in rapporto all’alta qualità espressa da ciascuno di loro.

Le tre giornate sono state intense, a volte più lunghe del previsto per il protrarsi della discussione sui diversi argomenti; le pause di conseguenza ridotte al minimo, senza però che si sia notato calo di interesse; sicuramente d’aiuto il luogo, che a parte il valore paesaggistico determina il crearsi di una piccola transitoria comunità che condivide anche il prima e il dopo della giornata di studio, induce una sorta di “ritiro culturale”. Noi Fondatori riteniamo che questa sia forse la maggior connotazione del Corso rispetto ad iniziative simili: ancora una volta eredità del Prof. Pisani che così l’aveva a suo tempo concepito e voluto cui noi diamo continuità con l’adeguamento necessario ai tempi mutati.

Momento clou la proclamazione dei vincitori della Borsa di Studio durante la cena sociale: ogni nome veniva sottolineato con entusiasmo da tutti i partecipanti a testimoniare ancora una volta del clima di reciproca conoscenza che rapidamente si è creato.

Cominciano ad arrivare le prime riflessioni da parte dei vincitori: sono giudizi positivi, ma ciò che mi pare più importante, anche al di là del valore delle relazioni scientifiche, è l’essere riusciti a trasmettere il nostro entusiasmo e il nostro fare ed essere gruppo unito, ciascuno con le proprie prerogative e i propri compiti.

Da parte nostra proseguiamo con il nostro impegno pur con le difficoltà che non mancano anche per la scelta statutaria di non avere né accettare sponsorizzazioni, corroborati da quei saluti e ringraziamenti che personalmente a fine corso ci rivolgono i Corsisti.

Appuntamento quindi al Corso 70+4 le cui date sono già state fissate: dal 03 al 06 maggio 2027

Ogni anno, i giorni che precedono l’inizio del Corso, tra noi Fondatori si manifesta la paura di non riuscire a rendere con sufficiente chiarezza e attrattività gli argomenti, soprattutto quelli più teorici, propri del nostro patrimonio culturale di Scuola: l’Anatomia Funzionale con aspetti tuttora innovativi frutto dello spirito speculativo del prof. Pisani che lo ha portato a modificare le sue convinzioni sull’argomento nei suoi ultimi anni, l’Integrazione Funzionale dell’arto inferiore, solo per citarne un paio.

Poi il Corso si avvia, la sala mostra tangibile interesse e già dal primo pomeriggio si crea quell’atmosfera particolare che anche noi a suo tempo abbiamo vissuto in veste di discenti: l’assenza di distanza tra chi trasmette le proprie conoscenze e chi ascolta, per cui nessuno ha paura di chiedere, di esprimersi; anche quando si alzano a parlare gli ospiti stranieri come il prof. Antonio Villadot, nella storia dello studio della biomeccanica e della patologia del piede, Micki Dalmau, professore di Anatomia a Barcellona con particolare interesse al piede e alla caviglia, il dr Xavier Del Vecchio e la dr.ssa Hoedemaeker (olandese, ma ormai romana di adozione), entrambi cultori della chirurgia percutanea e mininvasiva. Ma naturalmente tutti i relatori, sono di grande spessore, come traspare dal programma.

Temi specifici di quest’anno: Alluce valgo, Alluce rigido, Metatarsalgie, Piede piatto sia in età evolutiva, che nell’adulto, Piede cavo.

Tutto sommato in tre giorni relativamente poco si parla di tecniche e soluzioni chirurgiche: si vogliono sottolineare soprattutto gli antefatti, le motivazioni e le implicazioni delle scelte terapeutiche, eventualmente chirurgiche rendendo così ragione del valore propedeutico del Corso; in gergo sportivo si definirebbero “i fondamentali”. Sarà poi dei singoli l’approfondimento pratico frequentando centri di riferimento.

Riscontriamo negli ultimi anni che l’uditorio è prevalentemente costituito di giovani colleghi e questo si deve sicuramente all’aver indirizzato le Borse di Studio a Specializzandi e Neo-specialisti, complice la SIOT che ha compreso il nostro progetto, lo condivide e lo sostiene con grande impegno.  E’ probabile che a questo si aggiunga una sorta di passa-parola tra ex corsisti e altri colleghi che così vengono a conoscenza dell’iniziativa e decidono di partecipare; e in effetti ciò è emerso anche nel corso dei colloqui con diversi degli aspiranti alla Borsa di Studio stessa.

A questo proposito ci piace ricordare e sottolineare che la commissione d’esame composta dal prof. Alessandro Masini per la SIOT, dalla dr.ssa Margherita Germano e dal dr. Caravaggio per l’Associazione, quest’ anno si è trovata in particolare difficoltà nella scelta dei vincitori per la preparazione di tutti i candidati evidenziata dal loro curriculum e ancora di più per le motivazioni all’approfondimento della materia che hanno espresso durante il colloquio: si deve al professor Masini l’aver ottenuto dalla SIOT che tutti i candidati risultassero vincitori, proprio in rapporto all’alta qualità espressa da ciascuno di loro.

Le tre giornate sono state intense, a volte più lunghe del previsto per il protrarsi della discussione sui diversi argomenti; le pause di conseguenza ridotte al minimo, senza però che si sia notato calo di interesse; sicuramente d’aiuto il luogo, che a parte il valore paesaggistico determina il crearsi di una piccola transitoria comunità che condivide anche il prima e il dopo della giornata di studio, induce una sorta di “ritiro culturale”. Noi Fondatori riteniamo che questa sia forse la maggior connotazione del Corso rispetto ad iniziative simili: ancora una volta eredità del Prof. Pisani che così l’aveva a suo tempo concepito e voluto cui noi diamo continuità con l’adeguamento necessario ai tempi mutati.

Momento clou la proclamazione dei vincitori della Borsa di Studio durante la cena sociale: ogni nome veniva sottolineato con entusiasmo da tutti i partecipanti a testimoniare ancora una volta del clima di reciproca conoscenza che rapidamente si è creato.

Cominciano ad arrivare le prime riflessioni da parte dei vincitori: sono giudizi positivi, ma ciò che mi pare più importante, anche al di là del valore delle relazioni scientifiche, è l’essere riusciti a trasmettere il nostro entusiasmo e il nostro fare ed essere gruppo unito, ciascuno con le proprie prerogative e i propri compiti.

Da parte nostra proseguiamo con il nostro impegno pur con le difficoltà che non mancano anche per la scelta statutaria di non avere né accettare sponsorizzazioni, corroborati da quei saluti e ringraziamenti che personalmente a fine corso ci rivolgono i Corsisti.

Appuntamento quindi al Corso 70+4 le cui date sono già state fissate: dal 03 al 06 maggio 2027

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