Viene fatto riferimento alle osteotomie e resezioni standardizzate nel trattamento delle metatarsalgie a patogenesi biomeccanica per patologia scheletrica intrinseca ai metatarsi. Le teste metatarsali sono il terminal delle sollecitazioni da carico e, in un loro alterato equilibrio funzionale, quelle in sovraccarico vanno incontro a manifestazioni da fatica di cui è espressione la 'metatarsalgia. Risultano escluse altre metatarsalgie che, pure a patogenesi biomeccanica e per patologia intrinseca ai metatarsi sono secondarie a patologia articolare (anomalie di mobilità con mancato disimpegno in carico) e legamentosa (disimpegno in carico dei metatarsi lassi); pure escluse sono le forme secondarie a patologia delle dita od a patologia prossimale all'avampiede da alterazioni scheletriche o dell'equilibrio neuromuscolare. Nell'ambito della patologia scheletrica distinguiamo anomalie di lunghezza (allineamento dorso-plantare di Lelièvre) ed anomalie di livello (allineamento frontale); metatarsi lunghi o slivellati plantarmente vanno di regola incontro a sovraccarico. Da tenere presente, prescindendo quindi da valutazioni esclusivamente radiologiche, la componente articolare e legamentosa che può favorire o meno il disimpegno in carico del o dei metatarsi. I moderni concetti di biomeccanica clinica sono premessa indispensabile all'approccio chirurgico. Vanno differenziati i concetti di appoggio (superficie geometricamente misurabile, data dall'insieme delle impronte generate dal piede variamente caricato su un piano rigido e teoricamente indeformabile) e di carico (forza gravitazionale della massa corporea che agisce e si estrinseca, equilibrata da una forza reagente uguale e contraria, sulla superficie di appoggio della pianta del piede). Non esiste una formula metatarsea di carico costante; nell'ambito di un appoggio costante il carico varia sulle teste metatarsee con infinite formule intermedie, corrispondenti ai molteplici atteggiamenti funzionali del piede, tra le formule estreme 4 > 3 > 2 per il singolo piede in bipedestazione e 1 > 2 = 3 = 4 per il piede in monopedestazione. È possibile individuare strutture a carico costante (calcagno, cuboide, IV metatarso = piede calcaneale) e strutture a carico variabile (astragalo, scafoide, cuneiformi, I, II, III metatarso = piede astragalico) tra loro correlate funzionalmente al complesso articolare assiale del piede). Non esiste un arco 'metatarsale in nessun atteggiamento funzionale del piede: se presente, per patologia intrinseca o iatrogena, si ha costantemente metatarsalgia. Nella valutazione della metatarsalgia l'esame clinico deve tenere conto della forma globale del piede e dell'avampiede in particolare; molto importante è il rilievo di aree di cheratosi plantare corrispondenti alle teste metatarsali in sovraccarico e la valutazione della mobilità dei metatarsi. Tra gli esami strumentali e radiografici importanti la podoscopia a transilluminazione, il fotopodogramma, le radiografie in proiezione bifocale e in proiezione latero-mediale in appoggio plantigrado e soprattutto la pressopodostatirxgrafia con la quale è possibile documentare la distribuzione delle relative aree di carico nell'ambito della superficie di appoggio plantare. Obiettivo del trattamento chirurgico è l'eliminazione del sovraccarico senza tuttavia creare un'insufficienza del metatarso o dei metatarsi trattati; ciò provocherebbe infatti una nuova situazione patologica di carico sulle teste metatarsali vicine. Mentre è relativamente facile realizzare un corretto allineamento dorso-plantare, altrettanto non può dirsi per l'allineamento frontale. L'impiego di mezzi di fissazione solida comporta un rischio elevato di « errore di posizionamento », potendo le teste metatarsali risultare, dopo l'intervento, o ancora in sovraccarico o all'opposto insufficienti perché eccessivamente dorsalizzate. Deve quindi essere affidato al carico precoce il compito di realizzare un corretto allineamento; i metatarsi osteotomizzati o resecati non vanno sintetizzati bensì lasciati liberi di trovare spontaneamente sotto l'azione del carico l'esatta posizione. Il paziente inizia già il giorno successivo all'intervento a compiere esercizi di opposizione con l'ausilio di una tavoletta a fondo letto; carico in 3a-4a giornata. Le osteotomie e resezioni attualmente da noi standardizzate sono le seguenti: osteotomia lineare di addizione alla base del I metatarso. Incompleta con risparmio della corticale laterale, prevede autoinnesto (ricavato dall'esostosi) cuneiforme a base mediale a « incastro in tensione ». Indicazioni: alluce valgo con I metatarso varo e breve. Osteotomia semicircolare sul piano orizzontale alla base dei metatarsi. Realizzata con adatta sgorbia fine e tagliente è seguita dalla confezione di apparecchio gessato per mantenere la correzione. Indicazioni: varismo o valgismo dei metatarsi. Osteotomia semicircolare sul piano sagittale alla base dei metatarsi; immobilizzazione con bendaggio elastico e carico precoce. Indicazioni: equinismo di I e V metatarso.