La strutturazione anatomo-funzionale longitudinale del piede in piede astragalico e piede calcaneale (Pisani) determina l'importanza dell'integrità e della conservazione della sottoastragalica, parte prossimale del complesso articolare assiale del piede. L'integrità della sottoastragalica può essere gravemente compromessa nelle fratture talamiche del calcagno che, se scomposte, vanno pertanto trattate chirurgicamente. Le difficoltà tecniche sono ovvie ma quasi sempre e possibile un perfetto ripristino chirurgico. La via retroperoneale da buona esposizione di tutta la faccia laterale del calcagno, della sottoastragalica e del seno del tarso; permette inoltre il risparmio dei legamenti esterni ad inserzione calcaneale e della guaina dei peronei. La riduzione è sempre instabile: al di sotto della superficie talamica, sollevato il talamo, il trabecolato spongioso è scamparso per infossamento e la corticale periferica non o garanzia, per possibili concomitanti fratture, di tenuta ed eventuali mezzi di sintesi. Da qui la necessità di un trapianto corticospugnoso sottotalamico: bene si presta il trapianto a tutto spessore prelevato dalla cresta iliaca con tre versanti corticali e che, disposto a convessità sottotalamica, realizza una struttura a ponte, con chiave di volta al talamo, sulla quale il calcagno viene ricostruito. Qualora il trapianto non sia sufficiente a garantire la stabilità della riduzione, e necessario ancorare stabilmente i frammenti di frattura al trapianto sempre però con osteosintesi a minima (viti e cambre sottili). Sempre va praticato lo svuotamento del seno del tarso dal suo tessuto di riempimento paralegamentoso; il seno del tarso e il centro rellessogeno da cui originano i quadri algodistrofìci secondari, tra essi il Sudeck, i valghi contrai turali e le sindromi senotarsiche così frequenti nel dopo di queste fratture. Nessuna immobilizzazione postoperatoria ed inizio della mobilizzazione attiva il giorno successivo all'intervento: il carico o concesso dopo 4 mesi. L'esperienza personale assomma oggi a 71 casi operati nell'arco di 4 anni, ed e nettamente positiva se comparata alle metodiche usate in precedenza. A documentazione degli esiti e non come casistica selezionata. Parte di essi sono stati presentati al Congresso di Torino (9-12 giugno 1977) del College International de Medicine et Chirurgie du Pied.