L'avampiede è il « terminal » delle sollecitazioni biomeccaniche che vengono trasmesse dai segmenti sovrastanti, e l'alluce o il « terminal » delle stesse sollecitazioni biomeccaniche nella fase di stacco del passo: lo studio patogenetico, clinico e terapeutico dell'alluce valgo non può pertanto prescindere dallo studio delle alterazioni biomeccaniche che ad esso intervengono o primitivamente, o secondariamente o collateralmente. Biomeccanica del piede normale. Il piede è funzionalmente differenziato in una struttura a carico costante (piede calcaneale) ed in una struttura a carico variabile tra loro correlati funzionalmente per mezzo del « complesso articolare assiale  del piede ». Al piede astragalico i carichi variano nel passaggio dalla bipedestazione alla monopedestazione e sono tra loro reversibili ed alternanti nel passo. Ciò si traduce all'avampiede in situazioni di carico intermedie tra le formule estreme di carico metatarseo 4 > 3 > 2 per il singolo piede in bipedestazione e 1 > 2= 3=4 per il piede in monopedestazione. Biomeccanica del piede in alluce valgo. I piedi portatori di alluce valgo possono essere definiti biomeccanicamente in due tipi: 1) il piede è normalmente differenziato in una struttura a carico costante ed in una struttura a carico variabile ed all'avampiede i carichi variano reversibilmente nel passaggio dalla bipede alla monopedestazione; 2) il piede si comporta globalmente come una struttura a carico costante 4 > 3 > 2 (piede piatto) o 1 > 2= 3=4 (piede cavo). Con concetto biomeccanico piede piatto e piede cavo possono essere accomunati nella definizione di struttura a carico costante, ed i piedi cavi possono essere strutturati o funzionali, intendendo per questi ultimi quei cavi che, non documentabili altrimenti, appaiono solo in seriografia pressopodostatiRxgrafìca. Correlazioni biomeccanico-patogenetiche. In gravi malformazioni o deformità, post-infiammatorie o degenerative dell'avampiede, alterazioni biomeccaniche ed alluce valgo possono insorgere in concomitanza e tutte e due con carattere di secondarietà; in gravi deformità del I raggio vi può essere una secondarietà delle alterazioni biomeccaniche; alterazioni biomeccaniche sovrasegmentarie possono avere carattere di primitività. In riferimento alla primitività delle alterazioni biomeccaniche e importante, ad esempio, l'importanza dell'assetto del retropiede in rapporto a quello dell'avampiede e l'importanza morfogenetica degli stimoli biomeccanici: così il valgo di tallone può indurre, o quanto meno slatentizzare la deformità attraverso i meccanismi che portano inizialmente ad una eversione attiva compensatoria (cavo funzionale) del piede astragalico con sovraccarico metatarseo mediale. Correlazioni biomeccanico-cliniche. Nel piede con normale assetto biomeccanico la deformità in valgo dell'alluce esprime di solito tutta la malattia, salvo manifestazioni secondarie tardive. Nel piede con assetto biomeccanico in piatto la deformità e spesso imponente, ma altrimenti silente, e la funzione di carico dei metatarsi mediali è vicariata al mesopiede cui è di solito riferita la soggettività. Nel piede cavo strutturato si ha un sovraccarico metatarseo mediale con frequente metatarsalgia I che può indurre a ritenere il quadro doloroso di esclusiva dipendenza della deformità con eventuali soluzioni chirurgiche incongrue; frequenti in giovani donne, questi alluci valghi sono quelli meno tollerati anche se di solito modesti. Nel piede cavo funzionale il quadro è analogo, salvo la reversibilità del cavismo che può allora avere anche solo significato di starter del valgismo dell'alluce. Correlazioni biomeccanico- terapeutiche. Questi concetti biomeccanici in piede portatore di alluce valgo debbono essere tenuti in conto nell'impostazione del trattamento dell'alluce valgo che, se chirurgico, è essenzialmente un problema di indicazioni: quando operare e come condurre l'intervento. Non è più sufficiente definire l'identità morfologica dell'alluce valgo, ma occorre definire anche la sua identità biomeccanica, perché accanto alla patologia dell'alluce valgo esiste una patologia biomeccanica in alluce valgo. Non esiste un unico intervento per l'alluce valgo per il semplice motivo che non si possono accomunare tutti gli alluci valghi: esistono tanti momenti chirurgici che possono essere variamente associati nel trattamento dell'alluce valgo. Occorre però definire quando, ad esempio l'abduttore dell'alluce va mantenuto o trasposto o sezionato, e quando il peroneo lungo, quando vi è un'indicazione reale ad un riassetto del piede, quando un'osteotomia direzionale del calcagno può essere complementare alla correzione della deformità dell'alluce valgo, etc. E che mentre nell'alluce valgo in cavo strutturato occorre tenere in conto la componente scheletrica della deformità in cavo, in cavo funzionale invece la componente miogena. Questi alcuni aspetti della complessa problematica chirurgica dell'alluce valgo che, nell'eccessivo numero di interventi proposti, esprime la nostra ancora incerta conoscenza dell'affezione.