L'A. mette in evidenza le difficoltà che si hanno nell'interpretazione di quadri patologici ai quali intervengono anche momenti patogenetici di carico. Tale è l'artrosi primitiva della sottoastragalica persino discutibile nella sua esistenza in quanto e difficile escludere elementi traumatici o infiammatori di secondarietà. In forme apparentemente primitive, oltre ad elementi vascolari, dismorfìci o displasie, possono intervenire lesioni del legamento interosseo con alteralo movimento di scivolamento delle opposte superfici articolari. L'artrodesi sottoastragalica, che si impone molto spesso, comporta secondarie alterazioni dinamiche a livello avampiede e di carico a livello metatarseo. Il piede artrodesizzato di sottoastragalica non presenta più, durante la fase oscillante del passo, la eversione del piede astragalico che porta successivamente in carico il I metatarso: la funzione di questo è vicariata dall'alluce, flesso già nella fase iniziale di appoggio dell'avampiede. La profilassi impone il corretto trattamento delle lesioni iniziali, articolari o pararticolari, traumatiche o infiammatorie della sottoastragalica. Nelle lesioni traumatiche scheletriche scomposte, riduzione perfetta chirurgica ad evitare incongruenza articolare ed osteosintesi a minima; inoltre svuotamento operatorio del tessuto di riempimento del seno del tarso e non immobilizzazione in apparecchio gessato, ad evitare quei Sudeck di così frequente riscontro in queste lesioni. Da un punto di vista tecnico, l'A. propone l'artrodesi con doppio impianto cortico-spugnoso, prelevato dall'ala iliaca con strumentario tipo Cloward, a livello della articolazione posteriore e del seno del tarso.