Il triangolo interastragalo-calcaneo-scafoideo proposto recentemente da Pisano e Garneri, e l'immagine definita dall'intersezione di tre rette indice (astragalico, calcaneale, scafoideo) che esprime la reciprocità dei rapporti tra astragalo, calcagno e scafoide sulla radiografia in proiezione laterale in carico. Molte delle tecniche proposte in passato per la valutazione degli atteggiamenti morfo-funzionale del piede in radiogrammi in carico in proiezione laterale sono di non facile esecuzione; altre sono di difficile interpretazione in rapporto a punti di repere spesso variabili. Nessuna di esse considera i rapporti reciproci tra astragalo, calcagno e scafoide, clementi che condizionano secondariamente l'assetto globale dell'avampiede, e nessuna, ad eccezione di riferimenti all'angolo di Costa-Bertani, estende l'indagine alla proiezione laterale in appoggio digitigrado. Per questi motivi, nella nostra Divisione è stato sistematizzato lo studio del triangolo interastragalo-calcaneo-scafoideo, individuato da tre rette indice: 1) indice astragalico: retta tangente dorsalmente la troclea e la testa dell'astragalo; 2) indice calcaneale: retta tangente il margine superiore del talamo e del processo anteriore del calcagno; 3) indice scafoideo: retta tangente i due punti estremi del profilo posteriore dello scafoide. Vanno valutati gli angoli astragalo-calcaneale (= 20" nel normale), astragalo-scafoideo (= 95'), calcaneo-scafoideo (=• 75"), compresi tra i rispettivi indici, e soprattutto la forma globale del triangolo ed il rapporto altezza-base, nel normale, pari al 2,5. Nelle radiografìe in laterale in appoggio digitigrado, in rela/.ione alla « suplesse » dei segmenti scheletrici considerati, si assiste ad una riduzione dei valori angolari ed all'aumento del rapporto altezza-base per progressivo spostamento distale dell'apice del triangolo. Nella pratica clinica l'applicazione più importante e nella valutazione del piede piatto, in cui si verifica aumento dei valori angolari e riduzione del rapporto altezza-base. Nel passaggio all'appoggio digitigrado, se esiste la possibilità di una correzione da parte dell'azione dinamico-muscolare, si assiste ad una normalizzazione di parametri considerati, dato che consente il programmare la successiva terapia chirurgica con intervento unicamente sulle parti molli.