L'A. descrive un apparecchio (podostatigrafo) che permette, con tecnica di routine, l'esplorazione radiologica del piede sotto carico con la documentazione, sul radiogramma, delle sole zone cutanee di carico (impronta plantare) e dello scheletro corrispondente. Il podostatigrafo consiste essenzialmente di un portochassis radiografico 24 x 30 appoggiato al suolo, al di sopra del quale č posto, in analogo formato, un contenitore piano in caout-chouc contenente mercurio (Hg). Per l'esecuzione dell'esame il paziente viene fatto appoggiare con i due piedi sul contenitore: per effetto della pressione il mercurio sfugge dalle zone plantari di carico delimitandole esattamente. Posto lo chassis radiografico al di sotto del contenitore, si esegue allora la radiografia: con distanza focale di un metro il raggio centrale č diretto al retropiede con incidenza, rispetto alla verticale, di 30°. Essendo il mercurio radiopaco ed escluso soltanto (tra il tubo e la lastra radiografica) nelle zone di carico del piede, sul radiogramma verrā documentata solamente l'impronta plantare, perfettamente scontornata dalle zone non sottoposte al carico, e i segmenti ad essa corrispondenti. Per la disposizione e la radiopacitā del mercurio non avremo la sovrapposizione, all'interno dell'impronta plantare, dell'immagine delle metaepifisi distali della tibia e del perone. Riporta la documentazione relativa a podostatigrafie.