L'Autore propone i termini di dismetria reale e dismetria apparente degli arti inferiori in sostituzione dei termini di accorciamento reale o accorciamento apparente di un arto inferiore; ciò vale specialmente nei casi di minime differenze di lunghezza dei due arti nelle quali e possibile stabilire se l'uno degli arti e in difetto o l'altro in eccesso di accrescimento, mentre il termine accorciamento presuppone qualcosa di patologico a carico dell'arto più breve. La dismetria è sinistra o destra in rapporto all'arto che si presenta più breve. Propone inoltre e il concetto di dismetria statica ad indicare la differenza di lunghezza dei due ari i inferiori ad arto sotto carico, espressione dell'atteggiamento funzionale e statico degli arti inferiore da cui dipendono eventuali alloggiamenti asimmetrici del bacino e del rachide, e non sempre di valore corrispondente ad una eventuale dismetria reale od apparente. In caso di paramorfismi da carico degli arti inferiori si può avere una dismetria statica in assenza di una dismetria reale od apparente. Viene illustrato un apparecchio che permette di rilevare esattamente la dismetria statica mantenendo come punto di repere prossimale la spina iliaca anteriore superiore e come punto di repere distale il piano di appoggio dei piedi; permette inoltre di effettuare la misurazione segmentaria degli arti.