Nell'ambito della tradizionale definizione di piede piatto evolutivo dell'infanzia, il termine "piatto" fa riferimento ad un sintomo, comune a quadri anatomo-patologici ed eziopatogenetici differenti, e non ad una malattia. Gli AA. individuano tre forme principali: la «protrusione astragalico». caratterizzata da un disallineamento astragalo-scafoideo e legata a displasia della "coxa pedis", "l'eversione astragalo-scafoidea", caratterizzata da disallineamento scafo-cuneiforme e legata probabilmente a dissinergismo di TA e TP, infine l '«eversione astragalo-scafo-cuneiforme», caratterizzata da disallineamento cuneo-melatarsale e verosimilmente da riferire a dismorfismo inserzionale del TA. Di questa differenziazione dovrà tenere conto l'eventuale trattamento chirurgico; gli AA. puntualizzano le indicazioni e le caratteristiche dei vari tempi operatori (allungamento dell'Achille, legamento-plastica calcaneo-cuboidea, risi del peroneo lungo, stabilizzazione mediale della Chopart, stabilizzazione del fondo cotile pedis, trasposizione del TA sul TP, risi astragalica) in rapporto anche alla dimensione cibernetica espressa dal valore informazione/tempo.