Frequenti sono i dismorfismi del piede, spesso evoluti da piede calcaneo-valgo, inpiede piatto-valgo e piede calcaneo-valgo. Analogicamente all'anca, rappresentano le displasie intermedie della "coxa pedis" tra le estreme rappresentate dal piede torto (lussazione) e dall'astragalo verticale (protrusione). In rapporto all'aspetto clinico di questi dismorfismi il "piatto" è da far rilevare, per chiarire l'instaurarsi di disassetti relatori sovrasegmentari, come non abbia significato il rilievo di riduzione in altezza della volta mediale comune al piede piatto-valgo ed al piede cavo-valgo: nel primo è il ponte che crolla su un piano sagittale senza momenti rotatori, mentre nel secondo il ponte si corica di lato con un movimento rotatorio che si traduce in una adduzione dell'astragalo. È ovvio pertanto che alla riduzione in altezza della volta plantare mediale non corrisponde, nei due casi, un analogo disassetto strutturale e del pari non corrispondente è la secondarietà di disassetti rotatori sovrasegmentari: ben evidenti, (strabismo convergente di rotula) e correggibili correggendo passivamente o chirurgicamente il retropiede, nel piede cavo-valgo per un meccanismo rotatorio che porta alla riduzione della volta mediale (falso piede piatto) sono pressoché assenti nel piede piatto-valgo. Il mantenersi del secondario disassetto in rotazione interna degli arti inferiori riduce funzionalmente la fisiologica antiversione dell'anca potendo, in accrescimento, intervenire allo stabilizzarsi anatomico dell'antiversione stessa per la ridotta azione devalgizzante dell'ileo-psoas. Ed in età successive può rappresentare l'avvio ad una sindrome da iperpressionerotulea.