Nella sua evoluzione filo-ontogenetica l'uomo è stato caratterizzato dall'innalzamento del baricentro e dal restringimento dell'area di sostegno diventando per questo, l'essere vivente a maggiore instabilità; parallelamente il piede è assurto ad organo di controllo antigravitario tale da trasformare la forza di gravita, fattore intrinseco di instabilità, in meccanismo efficiente della stazione eretta e della deambulazione. Il fatto ha le sue basi neurofisiologiche nella rappresentazione corticale delle zone motorie e sensitive e nella rappresentazione nervosa in corrispondenza delle strutture legamentose e paralegamentose in particolare del seno del tarso. La zona di rappresentazione corticale sensitiva del piede ha estensione maggiore di quella della mano (costante controllo antigravitario), mentre il contrario accade per quanto riguarda la zona di rappresentazione motoria più estesa per la mano. La mano risponde con molteplicità di movimenti ad un minor numero di afferenze (mano, mirabile strumento di lavoro) contrariamente al piede che risponde con varietà di movimento ad un alto contenuto di afferenze (piede, mirabile strumento di sostegno). Ed infatti come emerge dall'analisi biomeccanica, il movimento essenziale del piede è l'eversione attiva che stabilizza le strutture mediali in funzione di carico. Il passaggio alla stazione eretta, condizionando un maggiore controllo delle forze gravitarle, ha comportato modificazioni strutturali del piede umano. Le forze esterne (ambiente) e le forze interne (patrimonio genetico) hanno un'azione di modellamento nella morfogenesi osteoarticolare. Nel controllo della posizione del corpo e dello svolgersi del movimento i flussi di informazione ambientale penetrano attraverso i recettori del piede (piede, organo propriocettivo) e le forze derivanti dalla risposta interna vengono ad esercitarsi sulla sua superficie di appoggio (piede, organo di moto). Ed è il gioco tra le forze estrinseche e le forze intrinseche ad indurre nel piede le variazioni del suo atteggiamento funzionale. Forma e funzioni propriocettiva e biomeccanica del piede sono correlate. E, come chirurghi del piede, dobbiamo considerare anche "ciberneticamente" il nostro atto chirurgico.