Viene posto particolare rilievo all'importanza anatomo-funzionale della base della falange prossimale dell'alluce per l'inserzione ad essa dei muscoli brevi del dito (flessore superficiale, estensore breve, adduttore, capo falangeo dell'abduttore) e per questa «zona rischio» chirurgica in tutti quegli interventi che prevedono la sua resezione (Keller, Leiièvre, Viladot, Regnauid) con inevitabile più o meno importante deficit della funzione di stacco dell'alluce. Col sacrificio molto spesso (nonsenso ortopedico!) di un versante articolare indenne da patologia degenerativa. Vengono posti in discussione alcuni concetti che fanno parte del bagaglio concettuale tradizionale (lunghezza dell'alluce, retrazione dell'estensore, lussazione dei sesamoidi, ecc.) e riproposto, con significato più ampio, il concetto di insufficienza del I raggio. Inoltre viene posta la problematica relativa alla deformità nel contesto globale del piede (normale, cavo, piatto) e dell'arto inferiore (situazione funzionale sovrasegmentaria). Premesso che non esiste un intervento elettivo per l'alluce valgo e fatto riferimento all'anatomia patologica dell'affezione, viene riproposto, nel rispetto delle varie componenti dell'articolazione metatarso-falangea, il suo riequilibrio funzionale chirurgico nelle indicazioni elettive.