L'argomento viene introdotto con la presentazione del caso di un paziente di 20 anni, giocatore di basket, con frattura da durata del malleolo tibiale, dell'angolo supero-esterno della troclea astragalica e della base del IV metatarso, insorte in piede con varo di calcagno. Il varo di calcagno comportava il prevalente impegno funzionale in carico delle strutture sede di lesione, ed il piede nel suo insieme era biomeccanicamente riferibile a una struttura a carico costante. L'osteotomia devarizzante del calcagno, riconducendo il piede a struttura a carico variabile, portò anche alla risoluzione delle lesioni. Dal caso clinico lo spunto alla definizione del carico, ed allo studio della sua documentazione e distribuzione alle strutture scheletriche del piede. Il carico, in quanto reazione generata dal suolo in opposizione alla gravita, si estrinseca dal basso verso l'alto. La sua documentazione e lo studio della sua distribuzione (isobare plantari) o possibile con la pressopodostati-RX-grafìa di cui vengono brevemente illustrati concetti e metodica. Dallo studio comparativo della distribuzione dei carichi in bipede ed in monopedestazione si desume che le strutture scheletriche calcaneo-dipendenti (calcagno, cuboide, IV metatarso: piede calcaneale) sono costantemente in carico, mentre le strutture astragalo-dipendenti (astragalo, scafoide, cuneiformi, metatarsi I-II-III: piede astragalico) sono variabilmente in carico. La differenziazione funzionale biomeccanica in piede astragalico ed in piede calcaneale ha riscontro anche anatomo-funzionale in rapporto alla maggiore stabilità passiva del piede calcaneale. E questo sia da un punto di vista scheletrico, che articolare che legamentoso. Piede astragalico e piede calcaneale sono tra loro correlati funzionalmente al complesso articolare assiale del piede; ed in questa impostazione anatomo-funzionale la gran parte dei muscoli intrinseci ed estrinseci del piede diventano sinergici ad un momento di eversione. Eversione ed inversione hanno significato biomeccanico di traslazione rispettivamente mediale ed attiva e laterale e passiva del carico. Nel concetto di « appoggio costante e carico variabile » non hanno significato di variazione dell'assetto spaziale del piede. Eversione ed inversione così intese chiariscono, in senso biomeccanico, la definizione di « avampiede struttura a carico variabile ». Il retropiede è pur esso struttura a carico variabile per la varia direzionalità delle forze di carico trasmesse alla « coxa pedis » dall'epifisi astragalica, in rapporto anche alle sollecitazioni sovrasegmentarie assiali e rotatorie. Il piede struttura a carico variabile è pertanto integrato, con anca e ginocchio, nella più complessa struttura a carico variabile rappresentata dall'arto inferiore.