Gli Autori riferiscono alla metodica di indagine funzionale del piede da loro standardizzata con tecniche di possibile utilizzazione routinaria e sufficienti, nel loro sistema, ad una valutazione dell'atteggiamento funzionale del piede in carico ed alla valutazione, nel contesto clinico, di una eventuale situazione patologica. Gli esami radiografici e strumentali di cui hanno sistematizzato l'uso sono: la podoscopia a transilluminazione, il fotopodogramma, la pressopodostatiRXgrafia, gli esami radiografici in carico. Rispetto al podoscopio ad illuminazione diretta, la transilluminazione da una migliore visione dell'impronta plantare, con anche possibilità di una relativa definizione delle zone di carico. Il fotopodogramma documenta la zona di appoggio plantare definendo anche alterazioni cutanee superficiali quali callosità costituendo inoltre una documentazione comparabile nel tempo. La podoscopia ed il fotopodogramma documentano la superficie plantare di appoggio, ma nulla dicono dei gradienti di carico ad essa corrispondenti, definibili con la pressopodostatiRXgrafia. La pressopodostatiRXgrafia è basata sul principio di radiogrammi seriali ottenuti diaframmando la zona di carico del piede, progressivamente compensata a pressioni di aria in mm H2O, con mercurio. Riportando i dati della seriografia pressopodostatiRXgrafica sul fotopodogramma è possibile tracciare la carta delle isobare plantari. La documentazione radiografica del piede in carico in atteggiamento standard è utile alla definizione del suo assetto anatomo-funzionale ed alla comparazione di successivi stadi di patologia evolutiva, in particolare infantile. Le proiezioni utilizzate sono la latero-mediale in appoggio totale, la latero-mediale in appoggio digitigrado, la bifocale. Nello studio degli esami radiografici in carico gli Autori ripropongono, ritenendoli di particolare utilità, la valutazione di indici che hanno definizione di angoli astragalo-calcaneale, astragalo-scafoideo e calcaneo-scafoideo, e del triangolo interastragalo-calcaneo-scafoideo. I valori angolari sono minori nel piede cavo e maggiori nel piede piatto astragalico mentre si mantengono pressoché invariati nel piede piatto scafoideo. Parallelamente si hanno modificazioni del triangolo interastragalo-calcaneo-scafoideo, in particolare nel piede piatto astragalico ove si inverte il rapporto base/altezza sino a giungere talora alla sua scomparsa per progressiva convergenza dei punti di incontro delle tre rette indice. In carico digitigrado, per modificazione dei rapporti dei segmenti scheletrici per l'intervento dinamico muscolare, si ha normalmente una riduzione dei valori angolari con aumento del rapporto base/altezza del triangolo interastragalo-calcaneo-scafoideo ed i diversi parametri tendono a ritornare a valori normali nel piede piatto astragalico ancora correggibile.